[109], Il fatto di aver posto un freno all'avanzata giapponese significò anche, per gli americani, avere il tempo di far pesare sull'esito del conflitto la loro enorme potenza industriale. Gli inglesi avevano inviato un contingente di rinforzi in Grecia all'inizio del 1941, e in marzo la Royal Navy aveva ottenuto un'importante vittoria aeronavale a Capo Matapan; tuttavia, quando con la primavera l'aviazione italiana riprese gli attacchi contro le retrovie dell'esercito greco, gli inglesi si trovarono costretti alla ritirata, che avvenne di notte, da porti minori, per evitare gli attacchi della Luftwaffe. Grazie all'esperienza maturata all'estero da molti ufficiali giapponesi, e soprattutto grazie alla lungimiranza dell'ammiraglio Yamamoto (convinto sostenitore dell'importanza delle portaerei rispetto alle corazzate) il Giappone riuscì a dotarsi di un'importante forza aeronavale: nel 1941 la marina disponeva di 9 portaerei, equipaggiate con un totale di 430 aeroplani imbarcati, organizzate in 5 squadre d'attacco; in totale 3 000 velivoli facevano capo alla marina; di essi 1 400 erano schierati in prima linea, e ai 430 velivoli imbarcati sulle portaerei si aggiungevano 250 idrovolanti in grado di essere lanciati e recuperati (per mezzo di catapulte e gru) da normali navi da battaglia senza un ponte di volo. [151], Tra febbraio e aprile, i raid di bombardamento Alleati sulle città si intensificarono a livelli senza precedenti (è del 13-14 febbraio il già citato bombardamento di Dresda). [165] Il 6 e il 9 agosto 1945 due bombardieri B-29, l'Enola Gay e il BOCKSCAR, sganciarono sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki due bombe atomiche, una all'uranio e una al plutonio. Gli attacchi di questo tipo erano particolarmente letali, perché il loro effetto era dovuto all'impatto di un intero aereo con tutto il carburante e le bombe a bordo, ma in effetti furono relativamente pochi quelli che andarono a buon fine, e la maggior parte dei kamikaze venne abbattuta dalla contraerea o dai caccia di scorta. [8], Nell'estate del 1939 la forza aerea di Hermann Göring contava 4 021 aerei operativi, tra cui 1 191 bombardieri (Dornier Do 17, Heinkel He 111 e pochi Junkers Ju 88), 361 cacciabombardieri a tuffo (Junkers Ju 87), 788 caccia (Messerschmitt Bf 109), 431 caccia pesanti (Messerschmitt Bf 110) e 488 velivoli da trasporto (prevalentemente Junkers Ju 52). L'Unione sovietica però, che non sarebbe entrata formalmente in guerra (alla rottura del patto Molotov-Ribbentrop) fino al 22 giugno 1941, attaccò la Finlandia il 30 novembre 1939; iniziò così quella che è ricordata come guerra d'inverno. Una nuova generazione di aeroplani entrò in servizio, consentendo ai piloti statunitensi di affrontare i giapponesi ad armi almeno pari: i Grumman TBF Avenger sostituirono i Devastator, i Grumman F6F Hellcat sostituirono i Wildcat, ed entrarono in servizio anche i Curtiss SB2C Helldiver e i Chance Vought F4U Corsair che, dopo un periodo di rodaggio non sempre facile, si dimostrarono macchine valide. Gli aviosbarchi alleati andarono male, e furono contrastati duramente dai soldati italiani e tedeschi. [8] In particolare in Spagna le forze della Germania nazista e dell'Italia fascista (alleate con i franchisti) sperimentarono con successo il bombardamento in picchiata;[10] nella Penisola iberica l'Unione Sovietica combatté a fianco delle forze repubblicane con alcuni dei suoi caccia più moderni, mentre in Cina l'aviazione dell'Impero giapponese fece esperienza di combattimenti aerei, di bombardamenti e di azioni di appoggio tattico alle truppe terrestri. L'aereo venne impiegato, dall'inizio delle ostilità fino alla conclusione del conflitto, nei ruoli di caccia, cacciabombardiere, bombardiere (tattico, strategico o in picchiata), ricognitore, mezzo da collegamento, trasporto, pattugliatore marittimo, aerosilurante e in altri ruoli imbarcati, oltre che per svolgere altre funzioni meno convenzionali. Luftflotte, la principale unità aerea tedesca del nord della Francia, disponeva di poco più di 800 aerei, rinforzati da altri 300 nella settimana immediatamente successiva allo sbarco. Per quanto riguarda l'aviazione, si trattava sostanzialmente degli aeroplani con propulsione a getto e delle bombe volanti. Essi schieravano velivoli, in molti casi non all'avanguardia, provenienti da molte nazioni diverse (tra cui anche il Regno Unito, gli USA e la stessa Unione Sovietica). Inseguendo gli aerei americani sulla via del ritorno, un gruppo di velivoli giapponesi riuscì a raggiungere la Yorktown e a danneggiarla gravemente; la sera del 6 giugno, infine, un gruppo di Dauntless della Enterprise avvistò la Hiryu, colpendola e mandandola a fondo. [68], Comunque, i tedeschi non poterono approfittare a fondo dell'importante base strategica che si erano assicurati conquistando Creta, perché gran parte delle forze della Luftwaffe dislocate in Grecia furono richiamate in Germania da Hitler per prepararsi alla già pianificata invasione dell'Unione sovietica: l'operazione Barbarossa. Un carrello interamente retrattile all'interno della fusoliera permette di atterrare anche su terraferma. Tuttavia, a causa delle difficilissime condizioni meteorologiche, della carenza di aerei da trasporto e dell'interferenza aggressiva dell'aviazione da caccia sovietica, che disponeva di una netta superiorità aerea, il ponte aereo (che, oltre le perdite legate alla battaglia terrestre, costò ai tedeschi 490 aerei da trasporto e oltre 2 500 tra piloti e uomini di equipaggio) non raggiunse il suo scopo (solo una media di 100 tonnellate di rifornimenti giunsero giornalmente a destinazione) ed ebbe anzi effetti disastrosi sulla Luftwaffe, dai quali "l'aviazione tedesca non avrebbe più avuto modo di riprendersi". [136], L'operazione Torch, uno sbarco anfibio e aereo anglo-americano nel Marocco e nell'Algeria francesi venne coordinato in modo vagamente maldestro dallo stato maggiore unificato alleato; tuttavia, esso ebbe l'effetto di ampliare e rafforzare i presidi alleati in Nordafrica. [4] Tuttavia, pur avendo rivestito una certa importanza, l'aviazione aveva conservato nella Grande guerra un ruolo sostanzialmente subalterno rispetto alla fanteria e alla marina. [11][12] Alcuni degli aerei che avrebbero partecipato al conflitto mondiale (come gli italiani Fiat C.R.32, i tedeschi Junkers Ju 52/3m, Junkers Ju 87 e Messerschmitt Bf 109, i sovietici Polikarpov I-16 e i giapponesi Mitsubishi modello 96) ebbero quindi il battesimo del fuoco prima dello scoppio della guerra, contribuendo ad accrescere l'esperienza di piloti e progettisti. Tuttavia fu solo quando, nel dicembre 1943, si rese disponibile il caccia di scorta a lungo raggio North American P-51 Mustang (capace di affrontare ad armi pari anche il nuovo caccia Focke-Wulf Fw 190 tedesco) le perdite dei bombardieri statunitensi divennero sostenibili, e la campagna di bombardamento iniziò a sortire effetti veramente pesanti per la Germania. [59], Nel frattempo, al confine tra la Libia e l'Egitto, avvennero i primi scontri tra inglesi e italiani (i quali, entrati in guerra il 10 giugno 1940, erano convinti che la vittoria tedesca avrebbe concluso il conflitto in pochi mesi). [46], La mattina del 10 maggio, alle 4.30, 120 Ju 52 con altrettanti alianti DFS 230 al traino (per un totale di 1 200 soldati) vennero lanciati contro il forte di Eben-Emael, cardine della linea di difesa belga e considerata praticamente inespugnabile. A livello teorico, in Italia erano forti le divergenze tra "douhettiani" (sostenitori, come Giulio Douhet, della dottrina del bombardamento strategico) e "mecozziani" (fautori, come Amedeo Mecozzi, dell'aviazione da assalto); la polemica tra queste due posizioni consumò parecchio tempo e considerevoli energie.[19]. Sezione dedicata interamente allo studio storico ed alla ricerca sul campo dei velivoli precipitati per cause belliche in Romagna durante il secondo conflitto mondiale: oltre 300 sono gli aerei caduti nel territorio costituito dalle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, dall’imolese e dalla cosiddetta "Romagna toscana". Dopo la decisiva direttiva sullArea bombing diramata dall'abile capo di stato maggiore della RAF Charles Portal, a partire dal febbraio 1942 il Bomber Command (posto sotto la nuova guida del risoluto maresciallo dell'aria Arthur Harris) concentrò le sue attenzioni sul bombardamento a tappeto delle città tedesche, con l'obiettivo primario di minarne le infrastrutture e il morale. L'apertura di questo nuovo fronte mise in difficoltà le forze armate italiane, che si trovarono a dover operare su terreni impervi e sconosciuti in una stagione di cattivo tempo; inoltre, parecchie unità aeree precedentemente dislocate in Nordafrica dovettero essere spostate in Grecia, aggravando la già critica posizione italiana in Libia. [116] Nel corso della battaglia del Golfo di Leyte del 23-26 ottobre 1944, che fu la più grande battaglia aeronavale della storia, gli Stati Uniti sostanzialmente distrussero quello che rimaneva della flotta del Giappone. Nonostante una sconfitta tattica presso le isole Salomone e una fase di alterni successi (in cui gli americani persero la Saratoga e la Hornet) la campagna si concluse con una vittoria alleata e l'inizio della fase di avanzata statunitense verso il territorio metropolitano giapponese. La propulsione è affidata agl... L'Heinkel 111 è un bombardiere bimotore ad al bassa e carrello mobile, dal caratteristico muso vetrato asimmetrico. Aerei impiegati dalle forze armate americane, USAAF, USAAC, USN e USMC durante la Seconda guerra mondiale. Lipsia, a Essen, a Dortmund e ad altri centri, anche più piccoli e praticamente privi di obiettivi industriali o militari, come ad esempio Pforzheim. Il 24 aprile la Grecia firmò la resa, e il giorno successivo Hitler autorizzò l'operazione Merkur per l'invasione di Creta. Gli atterraggi degli alianti inglesi, invece, andarono male: i cavi di traino di molti degli alianti pesanti (carichi di Jeep, pezzi d'artiglieria e anche carri armati leggeri) si ruppero, privando i soldati del loro equipaggiamento pesante; i piani dell'operazione vennero scoperti, molte delle radio andarono fuori uso, e inoltre gli inglesi si trovarono svantaggiati per essere atterrati lontano dagli obiettivi. I tedeschi occuparono l'Italia centro-settentrionale, e nel Regno del Sud la Regia Aeronautica veniva ricostituita come Aeronautica Cobelligerante Italiana. Tuttavia c'erano centinaia di tipi di velivoli usati tra il 1939 e il 1945 e inevitabilmente alcuni erano abietti fallimenti. [48], Lo stesso 10 maggio gli aerei della Luftwaffe cominciarono ad attaccare gli aeroporti francesi, avviando la campagna di Francia. [72], L'operazione Barbarossa prese avvio all'alba del 22 giugno 1941, con l'obiettivo di completare la conquista dell'URSS in sei settimane. I reparti aviotrasportati della Wehrmacht atterrarono direttamente all'interno delle mura del forte e ne ottennero la resa alle 13.30, con la perdita di soli 6 uomini da parte tedesca. [44] La conquista della Danimarca si concluse la sera del 9 aprile, dopo meno di 24 ore di combattimenti, in seguito alla presa da parte dei commando tedeschi dell'aeroporto di Aalborg e del ponte di Storstrøm. Il muso può essere solido o vetrato a seconda della versioni. La resistenza fu accanita e i tedeschi ebbero difficoltà a conquistare i ponti e gli aeroporti che costituivano i loro obiettivi strategici. Il periodo tra l'inizio dell'ottobre 1939 e l'inizio dell'aprile 1940, durante il quale Adolf Hitler decise di sospendere le operazioni in attesa della fine dell'inverno, fu caratterizzato dall'assoluta stasi del fronte occidentale; per tale motivo questa fase è spesso ricordata con l'espressione francese drôle de guerre, "strana guerra". [164], L'Impero giapponese, dal punto di vista militare e industriale, era già stato messo in ginocchio dai bombardamenti convenzionali e dalle azioni della US Navy. [91] L'impiego dell'aviazione sovietica fu quasi sempre di tipo eminentemente tattico, come "artiglieria volante", con molte efficaci azioni di supporto ravvicinato alle truppe terrestri, attacchi alle colonne di soldati e di corazzati nemici, ai loro aeroporti, ai loro rifornimenti e alle loro vie di comunicazione.